Un riconoscimento e una richiesta ferma

A quasi tre mesi dall'inizio del mandato, D'Amico riconosce al sindaco Francesco Cannizzaro una maggiore attenzione verso Reggio Calabria. Cita, in particolare, la cura della città, gli interventi di pulizia e l'avvio di lavori attesi da tempo.

Proprio perché dichiara di aver sostenuto il centrodestra e di nutrire stima per il primo cittadino, l'autore ritiene però necessario rendere pubblica una richiesta di ascolto: «Il riconoscimento per ciò che è stato avviato non può impedire di chiedere trasparenza e risposte sui passaggi più delicati».

La richiesta di un incontro

D'Amico riferisce di aver cercato dal 29 giugno un'interlocuzione con il sindaco, sia come cittadino ed elettore sia come rappresentante legale nazionale di ENOV. Secondo il suo racconto, telefonate rivolte allo staff, alla segreteria e agli uffici competenti non avrebbero ricevuto risposta.

L'autore aggiunge che sarebbero rimaste senza riscontro anche due PEC istituzionali e due comunicazioni trasmesse dalla CGIL in relazione alla vicenda segnalata dall'ente. Il Falco Civico non ha potuto esaminare le ricevute e la documentazione citate e non può quindi attestare autonomamente invii, destinatari o tempi di risposta.

Il lavoro di oltre dodici famiglie

Al centro della richiesta, secondo ENOV, vi sarebbe una situazione che coinvolgerebbe oltre dodici famiglie rimaste senza lavoro e reddito dopo una comunicazione attribuita a un dirigente nominato dalla precedente amministrazione. «Non sto chiedendo un privilegio personale né una corsia preferenziale — scrive D'Amico — ma una risposta istituzionale».

Questa ricostruzione e il numero delle persone interessate sono attribuiti a ENOV. Per una rappresentazione completa della vicenda restano necessari i riscontri dei soggetti istituzionali e aziendali coinvolti.

Discontinuità e trasparenza amministrativa

La lettera invita la nuova amministrazione a chiarire i criteri adottati per valutare dirigenti e incarichi provenienti dalla precedente gestione. D'Amico precisa di non chiedere «epurazioni indiscriminate»: competenza, professionalità e continuità amministrativa devono essere tutelate, mentre incarichi fiduciari, responsabilità gestionali e risultati dovrebbero essere sottoposti a una verifica seria e trasparente.

«Il cambiamento promesso agli elettori non può fermarsi alla pulizia delle strade o all'apertura dei cantieri. Deve arrivare anche dentro la macchina amministrativa e, soprattutto, deve restituire ai cittadini la certezza di essere ascoltati», sostiene l'autore.

«Chiedo soltanto quindici minuti»

La lettera si chiude con una richiesta diretta al sindaco: quindici minuti per illustrare personalmente e con documenti la situazione. D'Amico auspica un intervento che verifichi quanto segnalato e consenta un confronto istituzionale.

«Chi ha creduto nel cambiamento non può essere ascoltato soltanto durante la campagna elettorale. La fiducia ricevuta deve essere ricambiata ogni giorno con presenza, trasparenza e risposte», conclude.

Verifiche e fonti pubbliche